Quella che inizialmente pare essere il nucleo della rappresentazione, la relazione tra un Prospero vecchio e stanco e una Miranda con difficoltà nei movimenti e nella formulazione delle parole, si rivela essere una sorta di cornice per il racconto dell’approdo dei due sull’isola deserta su cui si trovano, della situazione precedente e dell’arrivo degli altri personaggi.
La difficoltà principale che tuttavia ho riscontrato è stato il distinguere la cornice (sempre che lo sia veramente) dalla storia vera e propria, che si apre come un racconto di Prospero alla figlia e poi pare confondersi con la realtà presente (la loro situazione sull’isola).
Inoltre i sopratitoli non sono stati sempre corretti, o almeno così mi è parso, dal momento che talvolta durante le conversazioni dei personaggi non era presente alcuna traduzione, che viceversa appariva alla conclusione del discorso stesso, confondendo il pubblico.
Tuttavia ho trovato estremamente intrigante la capacità dei due unici attori, un uomo e una donna, di vestire i panni di più personaggi riuscendo a mantenere i tratti caratteristici di ognuno di essi.
Incredibile vedere un Prospero malato e debole trasformarsi in un Calibano estremamente grottesco e volgare, per poi entrare nei panni di un Ferdinando che con i propri modi esasperati (forse fin troppo parodistici) non può non suscitare il riso del pubblico.
Meno evidente la “trasformazione” della figura femminile, che non cambia sotto gli occhi dello spettatore. Infatti Airida Gintautaite impersonifica una Miranda che lentamente acquista l’uso della parola e la capacità di controllare i propri movimenti, e allo stesso tempo Ariel, lo spirito che appare a sorpresa durante la tempesta, e rappresenta a mio parere il personaggio più inquietante.
Come sottolineato dal regista Korsunovas lo spettacolo, rifancendosi all’interpretazione di Jan Kott, vuole rappresentare il dramma sociale della lotta per il potere.
Inoltre il regista giustifica la centralità di Miranda interpretandola come una sorta di “anima di Prospero”, che, ritrovatosi su un’isola deserta con la sola altra compagnia dei propri libri (se non consideriamo Calibano e Ariel), la eleva.
In effetti il progressivo aumentare delle capacità (in particolare fisiche) di Miranda sembra sottolinearne un percorso ascenzionale.
L’opera si conclude sembrando riportare Miranda all’ideale di “principessa” con cui, come afferma lo stesso regista, è il più delle volte vista.

Domenica 12 maggio 2013, ore 16.00
Teatro del Giglio, Lucca

Miranda
da “La tempesta” di William Shakespear

Regia: Oskaras Korsunovas
Scene: Dainius Liškevičius
Costumi: Aleksandras Pogrebnojus
Composizione musicale: Antanas Jasenka
Disegno luci: Eugenijus Sabaliauskas
Disegno suono: Ignas Meilūnas
Con Povilas Budrys e Airida Gintautaite

Sara Casini

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