Il sipario si apre su un palco buio, improvvisamente appare un singolo uomo, racchiuso in un cono di luce.
La sua energia appassiona lo spettatore, che rimane affascinato dai movimenti fluidi e scattanti.
I personaggi volteggiano sul palco e paiono riportare l’attenzione dello spettatore ad un unico tema: un corteggiamento sfrenato e al tempo stesso elegante.
Il ritmo travolgente e passionale pare sprigionarsi dai corpi stessi, che si muovono con compostezza e frenesia, in un alternarsi di tensione e scioltezza, se infatti il busto dei ballerini rimane composto e immobile, le gambe e le braccia si muovono ad una velocità impressionante, così che le nacchere schioccano tra le mani ben allenate e il pavimento risuona sotto le scarpe; la testa pare riunire i due stili per rendere la danza omogenea, infatti se in un istante pare perfettamente immobile e composta, l’istante seguente esegue uno scatto fulmineo, lasciando danzare i capelli (lunghi fino alle spalle quelli di Miguel Angel Berna).
La musica apparentemente caotica prende il possesso del palco anche grazie alla profonda voce di Maria José Hernandez.
Una danza focosa che riporta al calore della Spagna.
Le luci sono semplici ma incredibilmente efficaci, e rappresentano uno dei punti fondamentali dello spettacolo, in quanto risultano vivide e quasi accecanti sui ballerini quando l’eccitazione della danza è al culmine, per seguirne poi le variazioni con la decisione scattante tipica di questo ballo.
I vestiti, al pari delle luci, non sono particolarmente elaborati (neri per gli uomini e dai colori caldi per le donne, che variano dal giallo all’arancione ad un rosso purpureo) ma, in particolare per quanto riguarda le ballerine, riescono ad accentuare l’estrema sensualità della danza, scivolando leggeri sui corpi asciutti ma sinuosi.
Ed ecco che nel bel mezzo dello spettacolo la musica cessa, e lascia Miguel (il ballerino principale) solo sul palco, racchiuso nel cono di luce in cui l’avevamo trovato all’inizio.
A mio parere, questo è il momento più suggestivo dello spettacolo.
Nel silenzio più profondo si possono percepire nitidamente il suo respiro, i suoi passi decisi ed eleganti a scandire il tempo, le nacchere a definire la melodia.
Ed è nel volteggiare di figure tremendamente umane che lo spettacolo si conclude.

Martedì 26 gennaio, ore 21.00
Teatro del Giglio, Lucca

bailando mi tierra… MUDÉJAR
di Miguel Ángel Berna

Produzione del Centro Aragones de Danza
Coreografia e regia di Miguel Ángel Berna
Costumi di Mª Jose Mora
Ballerini:
Miguel Ángel Berna, Manuela Adamo, Yolanda Barrero, Yasmina Pineda, Yasmina Sánchez, Francisco Morgado, Pablo Perez.
Orchestra:
Alberto Artigas, Antonio Bernal, Guillermo Gimeno, Miguel Angel Fraile, Josué Barres, J. Luis Seguer, Maria José Hernandez.

Sara Casini

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