Grazie alla produzione congiunta del Teatro del Giglio di Lucca, del Teatro Goldoni di Livorno e del Teatro Verdi di Pisa, ha preso forma sul palco il dramma lirico in tre atti di Eduardo di Filippo con le musiche di Nino Rota: “Napoli milionaria”
Il sipario è ancora calato, ma la musica di riversa sul pubblico impetuosa, piena di emozione. Improvvisamente uno strumento dal suono più acuto degli altri, quasi stridulo, allegro. E il sipario si spalanca.
Napoli. Un pavimento a mattonelle, un tavolo spoglio, uno specchio attaccato al muro, qualche sedia, un letto, una porta che dà sulla strada.
Le luci sono semplici, bianche e azzurre, ferme.
I personaggi si muovono con scioltezza sulla scena, e le loro voci sono potenti (anche se non abbastanza nei momenti di maggior tensione, in cui finiscono per essere soffocate dall’orchestra).
Caffè. E’ questo che ogni personaggio cerca, quasi con disperazione, attendendo impaziente che Amalia, la donna di casa, finisca di prepararlo.
Altre figure si precipitano frenetiche nella casa, nell’attesa del famelico caffè.
Siamo nei tempi della guerra: frustrazione, paura e povertà, che portano una famiglia napoletana a mettere a proprio rischio la propria incolumità con il contrabbando di caffè, zucchero, e altre primizie.
Bombe gridano nel cielo e precipitano a terra, disseminando un terrore cieco.
Dopo un salto nel tempo la situazione famigliare è ribaltata: Amalia, affiancata dall’amante Errico è divenuta una donna elegante e raffinata, piena di gioielli. La casa, precedentemente spoglia, è ora sfarzosamente addobbata.
La figlia Maria Rosaria ha invece una storia con il soldato Johnny, con cui tuttavia non riesce a parlare poiché non ne condivide la lingua. C’è qui l’accostamento di una fanciulla che tenta di attaccarsi all’amore e di un uomo fatto, che come lui stesso afferma (rigorosamente in lingua inglese) ha una moglie e dei figli al di là dell’oceano.
La ragazza è quindi costretta a veder partire l’amato, che promette di tornare alla nascita del figlio che lei aspetta.
Il figlio Amedeo è invece entrato in quella che parrebbe un’organizzazione criminale.
Infine il marito Gennaro è partito da tempo per la guerra e non se ne hanno notizie.
Quando l’uomo ritorna a casa il giorno del compleanno di Errico si ritrova dunque di fronte a una famiglia con cui ha poco a che fare, che lo saluta con sostanziale noncuranza e si mostra disinteressata ai suoi racconti.
E il tutto si conclude in un finale esplosivo e drammatico.
Uno spaccato su un’Italia sofferente, con bombe che minacciano l’incolumità di famiglie povere che tentano di sopravvivere perdendo parzialmente la concezione morale di giustizia.
Parole divertenti alleggeriscono la sostanziale disperazione che aleggia sul palco, rendendo la rappresentazione scoppiettante.

Domenica 24 febbraio, ore 16.00
Teatro del Giglio, Lucca

Napoli milionaria
Di Eduardo De Filippo
Regia di Fabio Sparvoli
Musica di Nino Rota
Direzione d’orchestra di Matteo Beltrami
Scene e costumi di Alessandra Torella
Con Giuseppe Pellingra, Gaia Matteini, Paola Santucci, Saverio Pugliese, Dario di Vietri, Veio Torcigliani, Juan Josè Navarro, Antonio Sapio, Andrei Bogats
E con Giampiero Cicino, Francisco Javier Landete, Sofio Janelidze, Emanuela Grassi, Raluca Pescaru, Teresa Gargano, Eleonora Mascia.

Sara Casini

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