Sabato 12 Gennaio sono andata vedere La Resistibile Ascesa di Arturo Ui aspettandomi uno spettacolo strappalacrime sui campi di concentramento e la sterminazione degli ebrei, e invece mi sono ritrovata a vedere una sorta di musical tragicomico ambientato a Chicago.

La mia prima impressione è giustificata da una grande svastica proiettata sul sipario, ma quando esso si apre non trovo campi di concentramento ma dei cavoli distesi sul palco e un immenso numero di casse per la verdura accatastate l’una sopra l’altra per dare l’effetto di tanti grattacieli.

Poi gli attori iniziano a cantare come se fossero in un musical e la mia confusione aumenta, ma per fortuna in cima al palcoscenico ci sono delle proiezioni, che seppur utili non sono molto estetiche, che spiegano cosa stia succedendo e il parallelismo con i fatti storici nella Germania degli anni ‘30. Ma ho piccolo problema: non avevo fatto un bel ripasso sull’ascesa di Hitler e ciò mi ha probabilmente impedito di capire lo spettacolo a fondo.

Dopo essermi riguardata il libro di storia ho capito che ovviamente Arturi Ui, il gangster ispirato ad Al Capone è Hilter e la sua carriera di venditore di cavoli è la metafore dell’ascesa del Führer, Ernesto Roma è Ernst Röhm, uno dei più importanti funzionari del partito nazionalsocialista, Dogsborough è Paul von Hindeburg, il presidente corrotto durante la Repubblica di Weimar, Cicero è l’Austria e l’incendio dei magazzini è l’incendio del Reicstag, il momento cruciale per l’affermazione del nazismo in Germania.

Gli attori erano tutti molto abili nella interpretazione di questa opera teatrale molto complessa, contemporaneamente comica e caustica.

Ciò che mi ha colpito maggiormente è come sia accaduta in Germania negli anni ‘30 sia una cosa di impatto così travolgente e drastica suscitata da qualcosa di così insignificante e nella Resistibile Ascesa di Arturo Ui questo fatto è evidenziato molto fortemente facendo riflettere sulla brutalità del mondo.

Questa unione fra musical (che ricorda molto i film Cabaret e Chicaco) e nazismo è una parabola satirica che lascia un po’ senza parole in quanto diverso dal solito strappalacrime sui campi di concentramento, ma incentrato invece sul piano politico in chiave umoristica.

Sabato 12 gennaio, ore 21.00

Teatro del Giglio, Lucca

La resistibile ascesa di Arturo Ui

di Bertolt Brecht

Regia di Claudio Longhi

Musiche originali di Hans-Dieter Hosalla

Con Umberto Orsini, Lino Guanciale, Luca Micheletti, Michele Nani, Giorgio Sangati

E con Nicola Bortolotti, Simone Francia, Olimpia Greco, Diana Manea, Ivan Olivieri, Antonio Tintis

Isabella Cammarota

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