All’ inizio vediamo solo la terrazza di un lussuoso albergo dove i personaggi vestiti in  abiti degli anni 50 stanno a  ingannare  il tempo ;  sono chiari  i  ruoli delle donne presenti che parlano o meglio  ciarlano di ogni fatto per poi mostrare con ipocrisia un benevolo sorriso all’ oggetto dei loro “discorsi” ovvero Il signor Calogero di Spelta (Nicola Di Pinto) , personaggio destinato a diventare il vero protagonista diventando lui  stesso la “grande magia”. Il signor Di Spelta è  al centro dei pettegolezzi  visto che si dice che la Signora Di Spelta abbia un amante  ma il marito non  mostra mai   gelosia e rimane indifferente rispondendo con toni duri alle chiacchere . L’ entrata in scena del professore  Otto Marvuglia (Luca de Filippo) sedicente illusionista che in tutta la sua bassezza sfrutta un gioco di magia per dare  alla Moglie di C. Di Spelta la possibilità  di  fuggire con l’ amante rendendo  Calogero il centro delle nostre attenzioni  . Gli altri personaggi non diventano che il contorno di questa grande magia ovvero “l’ illusione” che Il professor Marvuglia è riuscita a eseguire , portando Calogero (Nicola Di Pinto) a credere di essere l’ autore  della sparizione della moglie e l’ unico in grado di farla riapparire  .Il ricco signore a distanza di anni crede ancora nell’ illusione e così si  determina  il momento più forte . L’ immagine  e le parole  del signor Di Spelta  fanno apparire  il personaggio come un folle  ( il tanto caro fool di W,shkespare) , un  Amleto che  inconsapevolmente  recita la parte del  pazzo rendendo al mondo tutto ciò che non ha mai osato dire  ,  cadono i vincoli e le regole sociali e assistiamo alla fuoriuscita dell’ io del personaggio che sfugge al controllo della ragione , attraverso Calogero Di Spelta il mondo ci è presentato come una proiezione dei pensieri al di fuori della mente  anche se questa non  coincide   con la realtà    ; l’ uomo non trova  più corrispondenza tra le idee e ciò che esse rappresentano ed è comprensibile ,in uomo come quello rappresentato da Eduardo de Filippo che ha vissuto il novecento con tutti i grandi e veloci cambiamenti che non danno tempo all’ uomo di ambientarsi  . Il dramma è totale l’ uomo alla fine non riuscirà a allacciare mai più i rapporti con il reale , ormai Calogero rimarrà nell’ illusione . La storia di Calogero  che  ha  il suo culmine nella fine è raccontata con i toni della commedia battute divertenti con giusta cadenza rendono le 3 ore di spettacolo interessanti e ben seguibili,  gli altri personaggi hanno un ruolo di cornice attorno alla profondità  delle parole e dei gesti di Calogero comunque sono strati tutti bravi riuscendo a far comprendere a tutti le battute anche quelle in Napoletano! la Mimica di  Otto Marvuglia(Luca De Filippo) era molto espressiva . La scenografia  non era impressionate ,  ricostruiva gli ambienti  con pannelli su cui erano dipinti i vari luoghi  .

Davide  Barsotti

Teatro del giglio Lucca domenica 27 gennaio ore16 e 30

Commedia di  Eduardo de Filippo

regia Luca De Filippo

Attori

Luca De Filippo (Otto Marvuglia)

Nicola Di Pinto, (Calogero Di Spelta)

Massimo De Matteo

Carolina Rosi

  Giovanni Allocca,

Carmen Annibale,

Gianni Cannavacciuolo,

 Alessandra D’Ambrosio,

 Antonio D’Avino, Paola Fulciniti,

Lydia Giordano,

Daniele Marino,

Giulia Pica.

scene e costumi di Raimonda Gaetani, luci di Stefano Stacchini,

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