Il dramma teatrale “Macbeth”, di William Shakespeare, è stato tradotto ed adattato alla lingua italiana da Nadia Fusini e con la regia di Andrea De Rosa è stato presentato al Teatro Del Giglio di Lucca nei giorni di giovedì 13, venerdì 14 e sabato 15 dicembre 2012.
Lo spettacolo, senza intervalli per la durata complessiva di circa due ore, ha avuto un inizio spiazzante perché lo spettatore si è trovato immerso in una scena che, a causa degli abiti e dell’ambientazione moderna scelti da Fabio Sonnino per rendere attuale la commedia, non permetteva, a colpo d’occhio, di riconoscere chi fossero i personaggi.
I punti salienti della trama originaria sono stati rispettati in quanto venivano proposti a sprazzi molti dei dialoghi shakespeariani, mentre invece sono state apportate modifiche a molte scene, rese con grande creatività, ottenendo un forte impatto emotivo e psicologico. Sono state impiegate sapientemente luci accecanti e suoni penetranti; ma soprattutto una  scenografia apparentemente scarna ma invece articolata e particolare che, grazie ad un meccanismo, riusciva a far scorrere un pannello semi-trasparente che si trovava centrale al palco, dando così l’idea di mobilità, di profondità e del cambiamento di luoghi e di scene.
Una rappresentazione innovativa ed ben strutturata che fa immedesimare lo spettatore in scene cruente in cui il sangue sgorga da tutti e nella quale i giovanissimi attori si dilettano in interpretazioni particolarmente complesse e particolari dove l’espressività del corpo e della voce fa sì che tutto sia armonioso e perfetto nella sua tragicità. Eccellente anche l’impiego del gioco di luci e degli effetti sonori -inclusa l’amplificazione e la distorsione della voce in alcuni momenti-  che rende l’atmosfera ancora più inquietante.
Ottima l’interpretazione dei due attori principali Giuseppe Battiston (Macbeth) che con il suo fisico possente riesce a far trasparire il suo animo tanto cruento quanto sensibile ed impaurito e, degna di essere al suo fianco, la francese Frédérique Loliée la quale, con estrema disinvoltura, si esibisce dinnanzi ad un pubblico italiano mostrando sia la sua spiccata predilezione teatrale sia il suo candido accento francese, che non stona per niente in un contesto drammatico.
Un altro attore degno di complimenti è certamente Gennaro Di Colandrea, Seyton, che arricchendo la sua presenza scenica delle pulsazioni ottenute battendo sul suo petto con forza ed estrema freddezza (per riprodurre il battito del cuore impaurito e tremante di Macbeth) riesce a far vivere al pubblico una estrema condizione di ansia e di paura.
Una commedia indubbiamente da lodare per gli innumerevoli colpi di scena, per la sua creatività e per il suo forte impatto emotivo, che lascia un segno nel cuore e che fa riflettere sulla grandezza del regista.
L’arte ha il compito di regalare emozioni a colui che la osserva. Questo spettacolo teatrale ha lasciato allibito l’intero pubblico teatrale, che pareva non aspettarsi una tale rivisitazione di un’opera che già è un capolavoro della letteratura inglese. La presenza sul palcoscenico di creaturine insanguinate, gli abiti macchiati di sangue e le scene di rigurgito sono immagini forti, e possono indubbiamente aver disturbato qualcuno: non è una rappresentazione per tutti. Sicuramente non è stata un’opera apprezzata e capita dai cittadini lucchesi il quale non si è prodigato in sonori applausi e delicati ringraziamenti.

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