Un marito ideale è una commedia di tre atti composta da Oscar Wilde nel 1895.
Il sipario si apre, e subito si scorgono 4 personaggi, due uomini e due donne, che alternavano brevi discorsi a passi di ballo con musica calante.
L’intera vicenda è ambientata in un’ Inghilterra decisamente contemporanea ad Oscar Wilde, e vede come protagonista, nonché come ”Marito ideale”, il ministro degli esteri, Lord Chiltern, un uomo che gode di una posizione socio-economica di spicco, che vive assieme alla moglie Geltrude. La commedia prende un risvolto decisivo durante una festa a casa di Lord Chiltern,dove sono riuniti diversi personaggi di spicco, amici e non, tra cui Mrs.Cheveley, una donna molto ricca quanto corrutrice e contrattatrice che ricatta Lord Chiltern di scandalo pubblico rivelando la vera natura della propria ricchezza, il quale è riuscito ad ottenrla vendendo segreti di stato al Barone Arnehim, riuscendosi ad arricchire. Mrs. Cheveley infatti è venuta in possesso di una prova di ciò, una lettera al barone da Lord Chiltern ,che non renderà pubblica a condizione che quest’ultimo pronunci un discorso alla Camera a favore di un progetto che la farebbe arricchire ulteriormente. Così dopo diversi litigi ed incomprensioni, tutto fila per il meglio, grazie anche all’intervento di Lord Goring, un scansa fatiche, miglior amico di Lord Chiltern e di sua moglie, che riuscirà con un colpo si astuzia ad incastrare Mrs.Cheveley e a far ottenere così all’amico un posto ancora più importante del precedente, un posto nel governo, che accetterà di ricoprire, facendo sparire per sempre le prove di un errore compiuto in gioventù da Lord Chiltern.
La commedia, è un genere letterario piuttosto leggero e forse molto spesso sottovalutato, tante volte anche dagli attori stessi. Nel corso degli anni ho avuto modo di assistere a diverse commedie, e la cosa che le accomuna è il fatto che gli attori si comportano quasi sempre alla stessa maniera, sia parlando di tono di voce, sia come modo di recitare stesso, che qualche volte può risultare un po’ monotono. Quando ho chiesto ad amici e conoscenti cosa ne pensavano di questa commedia ho ricevuto solo una risposta: noiosa!!. Le aspettative dunque non erano delle più confortanti, però devo dire che ho riscontrato una certa incompatibilità con le opinioni degli altri e la mia subito dopo aver visto lo spettacolo, la mia esclamazione è stata: insolita!! La maggior parte delle persone sono abituate a vedere il genere ”commedia”, come un genere classico e forse un po’ antico, per tanto si prestano all’ascolto con un’idea già negativa in partenza, ho notato però come le commedie in questi anni, pur rimanendo pertinenti al tema di queste, si siano modernizzate. Un marito ideale, per esempio, un classico della letteratura inglese, è stato realizzato sotto il punto di vista della regia in modo che definirei curioso; insomma all’inizio della commedia, di certo non mi sarei aspettata di vedere degli attori che si muovevano camminando e associando qualche passo di ballo, con una musica che andava calando fino a placarsi del tutto, facendoli fermare e parlare per poi riprendere a camminare quando la musica iniziava nuovamente! E questa credo sia stata una trovata molto insolita e quindi originale, di sicuro attirava l’attenzione. Durante lo svolgimento dello spettacolo poi, non ho mai avuto motivo per stare in posizione ritirata nella sedia, come si sta quando si è annoiati, per tutto il tempo mi sono affacciata dal palchetto in cui mi trovavo, per poter così quasi essere partecipe dello spettacolo. Gli attori di per se non mi hanno impressionata particolarmente, non mi è piaciuto molto il tono quasi autoritario che usavano quando parlavano, soprattutto se ad usarlo erano le donne, e neanche mi è piaciuta molto la scenografia, era piuttosto semplice infatti, costituita da due pannelli rettangolari, perpendicolari al palco ed inclinati di 25-30° rispetto a questo, costituiti a loro volta da rettangoli rotatori che servivano a cambiare ambientazione, sono rimasta colpita però dal fatto che tutta questa semplicità, (la scenografia era piuttosto vuota) e tono inusuale degli attori, sia stata gestita in modo tale da risultare curiosa e interessante, rendendo il tutto veramente divertente.

Ilaria Cellini

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