Al Giglio c’è un insolita atmosfera: il sipario è aperto , gli spettatori prendono posizione e già si vede chiaramente la scenografia; al terzo rintocco la scena si colorisce di musica e gli attori fanno la loro comparsa ma inaspettatamente le luci soffuse del teatro rimangono  accese. Il palcoscenico illuminato dai riflettori e dalle  lampadine del teatro mostra un divano ,un tavolino e una lampada tutto in perfetto stile “fai da te”, sullo sfondo i personaggi che danzano a passo di una  musica lenta , tra i “ballerini”  e il divano dove siede Lady Macbeth una costruzione che ricorda una vetrata con al centro un ingresso ; tutti Gli attori vestono abiti moderni generalmente scuri (giacche cappotti camicie) eccezion fatta per Lady Macbeth (Frédérique Loliée) vestita di bianco. Dalle scelte del registra è evidente il tentativo di annullare la distanze tra spettatore e attore riprendendo un tema caro a Shakespeare: il rapporto tra il reale e la finzione , le citate modernizzazioni fanno in modo di mandar il pessimistico messaggio sulla vita di Shakespeare al di la del palco . Si ricorda che cosa è la vita: “la vita è una storia raccontata da un idiota, piena di clamore e furia che non significa nulla ”( Macbeth atto quinto scena ultima).  Tutto è rafforzato dalle continue e sbeffeggianti risate iniziali che si mostrano per quello che sono: solo delle orrende forzature  dello spirito per nascondere la realtà. Le risate causate da  un’ubriacatura generale fanno apparire la vicenda, ovvero la paradossale storia della vita, per ciò che è veramente per Shakespeare : un’idiozia paragonabile alla visione di una mente ubriaca che impegna la bocca a articolare suoni grotteschi . Il lato umano della vicenda è mal trasparito dalla rappresentazione teatrale di De Rosa: elementi eccessivamente macabri degni di  un  film splatter distoglievano l’attenzione e rendevano tutto una gigantesca pozza di sangue fine a se stessa ; la musica elettronica con forti e ripetute vibrazioni  marcava  le pulsioni violente  dell’ uomo ed erano ben  rese da Seyton  (Gennaro Di Colandrea)che ritmicamente si  batteva il petto .

L’ aspetto recitativo è stato poco curato con un’attrice francese che non sempre riusciva a articolare decentemente l’Italiano; i celebri monologhi tirati a folle velocità rendevano lo spettacolo confusionario e solo grazie a una lettura preventiva  del testo si riusciva a cogliere l’ azione scenica . La rappresentazione  avvenuta  al Giglio ha il grande merito di essere stata qualcosa di assolutamente inaspettato e inimmaginabile che ha lasciato il pubblico sconvolto.

Davide Barsotti

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venerdì 14 dicembre 2012, ore 21

Teatro del Giglio, Lucca

Macbeth

regia di Andrea de Rosa

Traduzione Nadia Fusini

Regia Andrea de  Rosa

Macbeth Giuseppe Battistoni

Lady Macbeth Frédérique Loliée

Banquo Ivan Alovisio

Ross Marco Vergani

Malcom Stefano Scandaletti

Macduff  Riccardo Lombardo

Lady macduff/Ecate  Valentina Diana

Seyton Gennaro Di Colandrea

Luci Pasquale Mari

Suoni Hubert  Westkemper

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